SEPARARSI O STARE INSIEME PER IL BENE DEI FIGLI ?

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La crisi del rapporto di coppia porta inevitabilmente chi la vive a chiedersi quale sia la scelta migliore per il bene dei figli, se separarsi o stare insieme.

La verità è che l’una piuttosto che l’altra soluzione non significa di per sè  a priori la garanzia di fare il bene dei propri figli.

Una cospicua serie di studi ha evidenziato che gli effetti maggiormente deleteri per i figli derivano dai conflitti coniugali, ciò si verifica sia in situazioni di divorzi che in famiglie cosiddette “intatte”, cioè non interessate da un’esperienza di separazione coniugale (Camara e Resnick, 1989, Hetherington, Stanley-Hagan e Anderson, 1989; Cherlin et al, 1991).

Il conflitto coniugale determina il rischio che i figli sviluppino problemi emotivo-comportamentali, minando la qualità della relazione genitori-figli (O’Brien, Margolin e John, 1995; Grych, 2005). In un articolo Emery (1982), ha evidenziato che se dopo il divorzio si riduce il conflitto tra i genitori, i figli ne traggono giovamento e il loro adattamento è migliore rispetto a quello di figli di genitori in cui persiste un rapporto conflittuale.

Le crisi coniugali ben possono arrivare, ma se si decide di stare insieme è per ricostuire il rapporto di coppia non per vivere passivamente ed in modo distruttivo la situazione.

Secondo la neuorpsichiatra Ceriotti MigliareseL’amore che proviamo per i figli può rappresentare un motivo forte per non abbandonare la scena prima del tempo: non per resistere con atteggiamento vittimistico e rancoroso, ma per vivere la crisi come un’opportunità. Quando un rapporto va in crisi, vuol dire infatti che abbiamo lasciato sbiadire in noi la percezione di ciò che nell’altro ci ha fatto innamorare. È dunque da lì che si può ripartire

Se poi questo tentativo non lo si vuole o non lo si  può  compiere  (a mio avviso deve essere voluto da entrambi) oppure una volta tentato non porta all’esito sperato, allora è bene rimanere insieme per il bene dei figli?

Nelle situazioni in cui tra la coppia c’è indifferenza, il rischio è quello di insegnare ai figli una visione distorta del matrimonio e dell’amore, se poi tra i coniugi c’è del rancore  che sfocia in liti periodiche questo rischio è ancora più alto.

Tra l’altro, nelle coppie in cui vi è conflitto, le ripercussioni psicologiche sui figli sono dietro l’angolo. La famiglia è per i figli “un’isola felice”, il posto sicuro in cui stare, assitere ai litigi tra mamma e papà toglie ai figli ogni certezza.

I figli di genitori che non hanno rispetto l’uno dell’altro, che non mostrano amore l’uno verso l’altro saranno portati a credere che l’amore è solo un inganno.

Per i figli i genitori sono modelli di riferimento, un pessimo matrimonio darà loro una pessima visione della vita coniugale.

Da un lavoro pioneristico Hetherington, Cox e Cox (1978) conclusero che una famiglia integra ma conflittuale è più nociva per il figlio rispetto ad una situazione in cui la coppia genitoriale sia separata ma stabile e serena.

Se si resta insieme è per continuare il progetto iniziale che ha portato all’unione.

In caso contrario, se   la separazione diventa inevitabile, non bisogna dimenticare che questa è una scelta dei grandi e non dei figli.

Due genitori che si separano talvolta faticano a superare immediatamente il conflitto, tuttavia non devono coinvolgere i propri figli in quel conflitto.

Ancora la neuropsichiatra Ceriotti Migliarese “ I figli dovrebbero essere garantiti dalla presenza di un ‘patto genitoriale’ che mamma e papà  stabiliscono implicitamente fin dal momento della loro nascita: un patto tra adulti responsabili, che va mantenuto sempre e comunque e che comporta la capacità di rispettare nell’altro un genitore che il figlio ha il diritto/dovere di amare” .

I figli, sovente, si trovano a fare da spettatori alle accuse e offese reciproche e spesso vengono portati  al punto di sentirsi obbligati a prendere le parti di uno dei due genitori, vivendo interiormente la sensazione di tradire l’altro.

Per non parlare poi dei casi in cui si assiste all’alienazione di un genitore da parte dell’altro.

Il conflitto tra i coniugi non deve riflettersi sui figli, i genitori anche da separati hanno il dovere di essere genitori responsabili e devono collaborare in tal senso anche attraverso l’aiuto di terzi.

L’offerta di risorse per la coppia o i componenti della famiglia separata è varia e comprende anche interventi di sostegno, tra i quali , il counseling, la psicoterapia dei singoli e delle coppie, i gruppi di auto-mutuo aiuto, e gli interventi di valutazione e controllo sociale finalizzati a valutare i rischi e salvaguardare i legami.

Recentemente, si stanno diffondendo i Gruppi di supporto per i genitori.

 

Un fenomeno che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’erogazione dei servizi perla famiglia è quello delle associazioni dei “genitori separati”.